
Mini check-up gratuito
Le 4 domande di quest’area dal check-up completo: alla fine vedi la tua esposizione e il confronto con aziende della tua dimensione.
Mini check-up · D&I & ESG · Domanda 1 di 4
La cronologia
Le date della norma, collocate rispetto a oggi. Non tutte sono un punto nel tempo: alcune tornano, altre non sono ancora fissate — e stanno in un gruppo a parte, invece di essere allineate a forza su una linea.
Già efficace
Non è una scadenza da attendere: è lo stato di oggi.
Esercizio 2024
Wave 1 (grandi imprese già EPIF/NFRD): primi report CSRD pubblicati nel 2025.
Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD)Non ha una data
Torna o resta aperto: non si chiude segnando un giorno sul calendario.
2027-2028
Wave 2 e 3 rinviate dal meccanismo "stop the clock", in attesa delle soglie definitive Omnibus.
Direttiva (UE) 2025/794 ("stop the clock")Continuo
Richieste dati ESG da banche e clienti capofiliera: nessun rinvio per la supply chain.
Il problema e l’esito
Il reporting sociale non è più un esercizio volontario riservato alle multinazionali quotate: la CSRD ha reso obbligatoria la rendicontazione di sostenibilità e lo standard ESRS S1 impone di misurare e comunicare dati puntuali sulla forza lavoro — condizioni di lavoro, parità retributiva, diversity e inclusione, salute e sicurezza. Anche le aziende che oggi non rientrano nel perimetro obbligatorio vengono raggiunte dall’effetto filiera: banche, investitori e grandi clienti chiedono con frequenza crescente dati ESG sociali standardizzati come condizione per credito, investimenti e contratti di fornitura. Presentarsi con dati frammentati o metriche non confrontabili significa perdere gare, rallentare l’accesso al finanziamento e apparire meno affidabili. Fare questo check ora permette di sapere esattamente quali dati sociali si è in grado di documentare e dove ci sono lacune, prima che la richiesta arrivi da un cliente o da una banca.
Dove si rompe oggi
La CSRD ha spostato i dati sulle persone dal comunicato stampa al bilancio soggetto ad assurance. Il problema per HR non è la volontà: è che i dati workforce vivono in silos — payroll, ATS, safety, formazione — con definizioni incoerenti e nessuna ownership chiara.
Cosa cambia se lo affronti adesso
Gli stessi fatti, dal lato di chi arriva preparato.
Le fonti
Le norme stabiliscono l’obbligo; i dati pubblici ne stabiliscono la grandezza. Sono due cose diverse e restano separate: ogni voce porta il link alla fonte ufficiale, così puoi controllare invece di fidarti.
Le norme · 3
Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD)
Obbligo di rendicontazione di sostenibilità secondo gli standard ESRS, con assurance; ESRS S1 copre la forza lavoro propria: composizione, retribuzione, salute e sicurezza, formazione.
Direttiva (UE) 2025/794 ("stop the clock")
Rinvio di due anni degli obblighi di rendicontazione per le imprese di wave 2 e 3, in attesa della revisione delle soglie del pacchetto Omnibus.
Proposta Omnibus (COM(2025) 81)
Restringimento della platea: obbligo previsto per imprese con più di 1.000 dipendenti (e soglie di fatturato); le altre escono dal perimetro obbligatorio ma restano esposte alle richieste della filiera.
I dati · 3
Commissione Europea — Corporate sustainability reporting
La CSRD obbliga grandi imprese e società quotate a rendicontare impatti sociali e ambientali secondo gli standard ESRS di EFRAG; le prime aziende applicano le regole dall’esercizio 2024, con report pubblicati dal 2025.
EFRAG — SMEs and Sustainability Reporting (standard VSME)
Banche, investitori e grandi clienti richiedono sempre più dati ESG alle PMI lungo la catena del valore: lo standard volontario VSME nasce per fornire dati di sostenibilità affidabili.
McKinsey — Diversity Wins: How inclusion matters
Su oltre 1.000 grandi aziende in 15 Paesi, le imprese nel quartile più alto per diversità dei team esecutivi hanno superato del 36% in redditività quelle nel quartile più basso (2019).
Aggiornamenti
Verificato al 8 luglio 2026
3 luglio 2026
Regolamento attuativo
La Commissione adotta gli ESRS revisionati e lo standard volontario per le PMI
Il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato gli ESRS semplificati (datapoint obbligatori ridotti di oltre il 60%, totali di oltre il 70%) e uno standard volontario per le imprese più piccole. Dopo lo scrutinio di Parlamento e Consiglio (2 mesi, prorogabili), le imprese obbligate useranno i nuovi standard dall'esercizio 2027: chi prepara la rendicontazione di sostenibilità può pianificare una raccolta dati molto più snella.
Commissione europea (DG FISMA) →26 febbraio 2026
Nuova norma
Direttiva Omnibus (UE) 2026/470: nuove soglie CSRD a 1.000 dipendenti
Pubblicata in GUUE il 26 febbraio 2026, la direttiva restringe l'obbligo di rendicontazione CSRD alle imprese con più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto; per la CSDDD le soglie salgono a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi, con applicazione rinviata al 2029. Molte aziende italiane escono dal perimetro obbligatorio e non possono più ricevere richieste dati oltre lo standard volontario dai clienti più grandi. Recepimento nazionale entro il 19 marzo 2027.
EUR-Lex →3 dicembre 2025
Linee guida
EFRAG consegna alla Commissione il technical advice sugli ESRS semplificati
Il 3 dicembre 2025 EFRAG ha trasmesso alla Commissione i progetti di ESRS semplificati, dopo la consultazione pubblica del 31 luglio-29 settembre 2025: riduzione del 61% dei datapoint richiesti se materiali, eliminazione delle informative volontarie e standard più brevi e chiari. È la base tecnica dei nuovi ESRS adottati a luglio 2026, utile per anticipare quali dati (anche HR, come quelli su forza lavoro propria) resteranno da raccogliere.
EFRAG →10 novembre 2025
Regolamento attuativo
Quick-fix ESRS: regolamento delegato (UE) 2025/1416 per le imprese wave 1
Il regolamento delegato dell'11 luglio 2025, pubblicato in GUUE il 10 novembre 2025, alleggerisce gli obblighi delle imprese già tenute a rendicontare dall'esercizio 2024: anche sopra i 750 dipendenti si possono omettere per tre anni le informative ESRS E4, S2, S3 e S4 e gli effetti finanziari quantificati. Si applica agli esercizi dal 1° gennaio 2025: chi sta chiudendo il report 2025-2026 non deve aggiungere informazioni rispetto al 2024.
EUR-Lex →9 agosto 2025
Nuova norma
L'Italia recepisce lo stop-the-clock: modificato il D.Lgs. 125/2024
Con l'art. 10, comma 1-bis della Legge 8 agosto 2025, n. 118 (pubblicata in GU il 9 agosto 2025) l'Italia ha recepito la direttiva UE 2025/794: gli obblighi di rendicontazione slittano agli esercizi dal 1° gennaio 2027 per le grandi imprese non ancora obbligate e dal 1° gennaio 2028 per le PMI quotate. Fino agli esercizi chiusi al 31 dicembre 2026 l'obbligo resta circoscritto alle circa 180 imprese già in wave 1.
Gazzetta Ufficiale →16 aprile 2025
Entrata in vigore
Direttiva stop-the-clock (UE) 2025/794: rinvio di 2 anni per wave 2 e 3
Pubblicata in GUUE il 16 aprile 2025 e in vigore il giorno successivo, la direttiva rinvia di due anni gli obblighi CSRD per le grandi imprese non ancora obbligate (prima rendicontazione sull'esercizio 2027) e per le PMI quotate (esercizio 2028), e di un anno recepimento e prima applicazione della CSDDD. Le aziende italiane in wave 2/3 hanno così guadagnato tempo, poi consolidato dalle nuove soglie Omnibus del 2026.
EUR-Lex →Come lo risolviamo
Red misura quanto i tuoi dati workforce sono pronti per ESRS S1 e trasforma il gap in un piano concreto, senza aspettare che sia il revisore a scoprirlo.
Su quest’area ti segue Marco — Sustainability reporting · CSRD · ESRS S1 Workforce.
Fase 1 di 4
Assessment di readiness
Verifichiamo copertura e qualità dei data point ESRS S1: cosa produci già, cosa esiste ma non è affidabile, cosa manca del tutto.
Fase 2 di 4
Mappa di esposizione con priorità
Un punteggio per area con le priorità ordinate per sforzo e impatto: sai da dove partire e cosa può aspettare.
Fase 3 di 4
Advisor specializzato
Risposte operative su definizioni, perimetri e ownership dei dati, con riferimento agli standard — non opinioni generiche.
Fase 4 di 4
Piano di remediation
Ogni gap ha un owner, una scadenza e un’evidenza attesa. Il profilo si aggiorna man mano che chiudi i punti, e si ricalcola se il quadro normativo cambia — come è già successo con l’Omnibus.
Una di cinque
Le cinque aree si tengono: la classificazione dei ruoli che serve qui è la stessa che serve al reporting sociale, e un piano welfare senza criteri retributivi documentati non regge. Lo smart check-up completo le misura tutte in sette minuti e ti dice quale ti espone di più.